La piccola città, posta alla confluenza del fiume Vara e del
suo affluente Gravegnola, sorge verosimilmente ad opera dei monaci
di San Colombano nel VII secolo d. C. in una zona di confluenza di
antichi tracciati viari che scendevano dall’Appennino, altri
che risalivano da Luni in direzione di Genova, altri ancora che andavano
verso Piacenza e Tortona.
L’abbazia godette fin dall’VIII secolo di una particolare
protezione da parte di re e imperatori. Ne sono testimonianza i diplomi
imperiali di Carlo il Grosso, Ottone III ed Enrico II nei quali il
monastero viene affrancato dalle vessazioni di feudatari e vescovi
ed assoggettato direttamente alla Santa Sede nonché dotato di
molti possedimenti.
Nel 1133 il pontefice Innocenzo II elevò Brugnato a dignità di
diocesi, suffraganea di Genova. La piccola città da sempre protetta
dalla Repubblica di Genova, fu oggetto di contesa tra le nobili famiglie
dei Malaspina e dei Fieschi che volevano insediarsi nel territorio.
Nel 1215, quando Corrado Malaspina occupò alcuni forti brugnatesi,
fu proprio Genova a respingerlo e a lasciare poi i Fieschi in città come
vice-domini.
All’inizio del ‘300 le lotte tra guelfi e ghibellini costrinsero
l’allora vescovo di Brugnato a ritirarsi a Pontremoli e, a Brugnato,
la dominazione dei Malaspina si alternò con quella dei Fregoso
fino alla metà del sec. XVI, quando, con un moto insurrezionale,
la città passò sotto il governo della Repubblica di Genova.
Nel 1820 per decreto pontificio la diocesi di Brugnato venne unita
a quella di Luni -Sarzana fino al 1929 quando la sede vescovile passò alla
Spezia.
Oggi dalle foto aeree è possibile distinguere il nucleo centrale della cittadina definito dalla cerchia del suo fossato, di forma ellittica, purtroppo ormai interrato, nella sua natura di borgo fortificato medievale, a pianta circolare, sviluppatosi attorno alla cittadella vescovile.